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Le domande più frequenti sui Distruttori Endocrini
 
 
D01. Cosa si intende per "sistema endocrino"?
D02. Cosa sono le "molecole con attività endocrina ad impatto ambientale"?
D03. Quali sono le molecole di sintesi sospettate di avere un'azione distruttiva del sistema endocrino?
D04. Ma queste quantità non sono trascurabili?
D05. Che tipo di riscontri ha trovato questa teoria del bioaccumulo?
D06. Per le molecole ad attività endocrina di impatto ambientale non esistono delle concentrazioni pericolose e sanzionate dagli organi di controllo?
D07. Quali sono le preoccupazioni maggiori per la salute umana?
D08. Al di là dell'esposizione professionale, qual'è la maggior via di esposizione ai distruttori endocrini?
D09. Sono già riscontrabili effetti dannosi sulla salute dell'uomo da parte dei distruttori endocrini?
D10. Ma esistono correlazioni tra esposizione ai distruttori endocrini e effetti sulla salute?
D11. Qual'è l'obiettivo dei ricercatori riguardo i composti ad attività endocrina di impatto ambientale?
D12. Esiste una strategia comune dei Paesi industrializzati su questo problema?
D13. Di cosa si occupa precisamente il gruppo di lavoro dell'OECD?
D14. Negli studi sui distruttori endocrini, viene spesso citato il caso del DES - Dietilstilbestrolo. Di cosa si tratta?
D15. Quali indizi ci sono sulla cancerogenicità delle molecole ad azione endocrina?
D16. Cosa sono i PCB?
D17. Da dove arrivano i PCB?
D18. Ma come hanno fatto i PCB a entrare nell'ambiente?
                 

D01. Cosa si intende per "sistema endocrino"?
R01. Il sistema endocrino controlla la maturazione, lo sviluppo, la crescita e la regolazione dell'organismo. È composto da ghiandole (come la pituitaria, il pancreas, le surrenali, i testicoli) e di ormoni, che sono i messaggeri chimici naturali. Le ghiandole endocrine secernono precise quantità di questi messaggeri chimici nel torrente circolatorio. Gli ormoni raggiungono differenti distretti dell'organismo e si legano a specifici recettori allo scopo di controllare e regolare molte funzioni vitali. Ad esempio, l'ormone estrogeno è secreto principalmente dalle ovaie: controlla il ciclo mestruale, la fertilità ed il mantenimento di una gravidanza salubre, oltre che ad essere indispensabile per uno sviluppo fetale normale, sia dei maschi che delle femmine.


D02. Cosa sono le "molecole ad attività endocrina di impatto ambientale"?
R02. Vengono evidenziate prove sempre più numerose che alcuni composti chimici nel nostro ambiente possono interferire con il complesso sistema di regolazione dei messaggeri ormonali. Questi composti possono alterare il delicato equilibrio del sistema endocrino in diversi modi: possono mimare o bloccare le molecole normalmente presenti nell'organismo, alterare i livelli ormonali, influenzando le funzioni controllate da tali ormoni. Influenze indirette possono coinvolgere l'alterazione della capacità dell'organismo di produrre ormoni, di veicolarli nell'organismo o del numero dei recettori.
 

Tabella 1. Meccanismo di azione dei distruttori endocrini.
I distruttori endocrini hanno molti modi per confondere il sistema di segnalazione dell'organismo quando vanno ad occupare un recettore ormonale.
Vediamo i distruttori endocrini e gli ormoni naturali a confronto:
meccanismo ormone normale
  L'ormone normale attiva il recettore a livello appropriato
     
segnale ormonale bloccato da Distruttore Endocrino
  Il composto capace di bloccare l'ormone interferisce con la rete di segnali degli ormoni prodotti dall'organismo.
     
Distruttore Endocrino da' segnale ormonale in eccesso
  In certi casi, i distruttori endocrini danno un segnale più forte rispetto all'ormone normalmente prodotto dall'organismo (e nel momento sbagliato)
     
Distruttore Endocrino da' segnale ormonale insufficiente
  oppure, in altri casi, i distruttori endocrini danno un segnale più debole del normale, e al momento sbagliato
     
Inizialmente l'attenzione dei ricercatori fu puntata sui composti in grado di distruggere gli ormoni estrogeni, ma attualmente si indaga anche sulle sostanze in grado di interferire con gli ormoni androgeni (maschili). Ricordando che anche nell'organismo maschile sono presenti ormoni femminili, e viceversa, possiamo capire immediatamente che il problema è molto più complesso di quanto si riteneva inizialmente.

D03. Quali sono le molecole di sintesi sospettate di avere un'azione distruttiva del sistema endocrino?
R03.
Composti chimici sospetti sono stati identificati tra gli insetticidi, i diserbanti, i fumiganti e i fungicidi utilizzati sia in agricoltura che nell'ambiente domestico. Altre sostanze ad attività endocrina sono state evidenziate in composti chimici di uso industriale, come i detergenti, le resine, alcuni monomeri plastici. L'esposizione può essere per contatto sia professionale che nell'ambiente domestico, o anche mediante l'ingestione di acqua, cibo o aria contaminate. Molti studi hanno evidenziato come la fusione di certe plastiche, come il PVC, rilasci nell'ambiente molti sottoprodotti indesiderati, ritenuti distruttori endocrini.
 
Tabella 2. Fonti, categorie ed esempi di sostanze individuate come potenziali distruttori endocrini di impatto ambientale.
 
Fonti
Categorie
Sostanze
     
Incenerimento,
materiale di riporto
Composti Policlorurati
(da produzioni industriali o sotto-prodotti di sostanze perlopiù vietate)
diossine policlorurate, bifenili policlorurati (PCB)
     
Scolo agricolo
trasporto atmosferico
Pesticidi organoclorurati (trovati in insetticidi, attualmente eliminati) DDT, dieldrin, lindano
     
Scolo agricolo
Pesticidi attualmente in uso Atrazina, trifluralin, permetrine
     
Ambienti portuali
Organostannosi (fungicidi e disincrostanti usati per verniciare gli scafi delle navi) Tributyltin
     
Scoli industriali e civili
Alchilfenoli (Surfactanti – detergenti usati per la rimozione di oli e grassi) Nonilfenoli
     
Scoli industriali
Ftalati e bisfenoli (individuati nei plastificanti) Dibutil ftalati, butilbenzil ftalati, bisfenolo A
     
Scoli civili e agricoli
Ormoni naturali (prodotti naturalmente dagli animali); steroidi sintetici (uso fraudolento e vietato in allevamenti) 17-β- estradiolo, estrone, testosterone; etinil estradiolo
     
scoli di industrie cartiere e di trasformazione di prodotti agricoli
Fitoestrogeni (presenti naturalmente nei vegetali) Isoflavoni, lignani, cumestani


D04. Ma queste quantità non sono trascurabili?
R04.
La maggior parte delle molecole ad attività endocrina di impatto ambientale sono liposolubili, e ciò rende impossibile una loro rapida eliminazione dall'organismo, che li accumula nei grassi. Il bioaccumulo si attua lungo la catena alimentare (un organismo superiore ingerisce e accumula la somma dei composti chimici presenti in grandi quantità di organismi inferiori, che utilizza come cibo). Ciò spiega come livelli molto bassi di un composto chimico nell'aria, nell'acqua o nel suolo possano avere come conseguenza livelli maggiori nelle piante, più elevati negli erbivori, e ancora più elevati nei carnivori. Il passaggio di queste sostanze dall'acqua ai suoi abitanti (pesci, crostacei e molluschi) determina il loro ingresso nella catena alimentare e quindi il potenziale pericolo per l'uomo.


D05. Che tipo di riscontri ha trovato questa teoria del bioaccumulo?

R05.
Un esempio: nel 1992 si notò un declino nella fertilità degli alligatori del lago Apopka in Florida, e il problema fu messo in stretta correlazione con un massiccio inquinamento di pesticidi organoclorurati accaduto parecchi anni prima. Benché nelle acque questi inquinanti risultassero assenti, gli alligatori e le loro uova presentavano livelli sensibili di pesticidi ad attività endocrina. Anche nella regione dei Grandi Laghi, negli USA, i pesci risultavano pesantemente contaminati da policlorobifenili (PCB) e da altri organoclorurati e presentavano deficit della funzione riproduttiva. I predatori di pesce, come le aquile, le rondini di mare, i gabbiani, le lontre e i visoni presentavano i medesimi effetti sulla salute riproduttiva. Questi effetti sono in accordo con diversi studi di laboratorio che evidenziano come i PCB possano interferire con la funzione tiroidea e con gli ormoni sessuali.


D06. Per le molecole ad attività endocrina di impatto ambientale non esistono delle concentrazioni pericolose e sanzionate dagli organi di controllo?

R06.
Molte sostanze chimiche possono esercitare effetti tossici ad elevati livelli di esposizione, e ovviamente gli organi di regolamentazione e controllo stabiliscono limiti di esposizione intesi a cautelare i soggetti esposti agli effetti dannosi dell'esposizione chimica, e poche persone sono realmente esposte alle sostanze chimiche al di sopra di tali livelli. Tuttavia, i ricercatori hanno ipotizzato che alcuni composti chimici, sia naturali che sintetici, possano danneggiare o distruggere il sistema endocrino umano o animale a livelli di esposizione molto più bassi di quelli ritenuti in precedenza tossici o pericolosi dalle attuali legislazioni. Molti ricercatori sono convinti della necessità di salvaguardie più stringenti su queste sostanze ormonalmente attive, in grado di causare danni anche a livelli di esposizione molto bassi.


D07. Quali sono le preoccupazioni maggiori per la salute umana?
R07.
Soprattutto sulla salute riproduttiva, e ancor di più si ipotizzano danni al normale sviluppo del feto. Esistono prove scientifiche che alcune sostanze chimiche, attive a livello ormonale, sono in grado di aggirare le normali difese dell'organismo che si sta sviluppando, danneggiando in particolare la maturazione del cervello e del sistema nervoso. La persistenza ambientale di alcuni di questi composti, poi, concede ad essi più tempo per provocare danni.
 
Tabella 3. Potenza di alcune molecole paragonate all'ormone estradiolo
 
Molecola
Descrizione Potenza
estradiolo
il principale e più potente estrogeno naturale 100
Dietilstilbestrolo (DES)
ormone sintetico usato in passato 16-74
etinil estradiolo
estrogeno sintetico contraccettivo 89-112
bisfenolo A
composto industriale 0,002-0,005
4-nonilfenolo
composto industriale 0,002-0,003
p,p'-DDT
insetticida 0-0,0004
2',3',4',5' tetracloro 4-idrossibifenile (PCB)
derivato chimico industriale 0,001
genisteina
fitoestrogeno (in soia, legumi e cereali) 0,01-0,05


D08. Al di là dell'esposizione professionale, qual'é la maggior via di esposizione ai distruttori endocrini?

R08.
La principale via di esposizione per i DE (Distruttori Endocrini) é quella tramite ingestione di cibo ed in modo minore, tramite l'acqua. Questo é vero per animali terrestri, uccelli e mammiferi, incluso l'uomo.

D09. Sono già riscontrabili effetti dannosi sulla salute dell'uomo da parte dei distruttori endocrini?
R09.
La preoccupazione per l'incremento nei tassi di cancro endometriale nella donna e del testicolo nell'uomo e l'apparente decremento registrato in alcuni paesi riguardo ai conteggi di spermatozoi nell'uomo é reale, anche se non c'é ancora la sufficiente evidenza scientifica per affermare che esiste una relazione causale tra gli effetti sulla salute dell'uomo e l'esposizione a queste sostanze chimiche.

D10. Ma esistono correlazioni tra esposizione ai distruttori endocrini e effetti sulla salute?
R10.
In confronto agli Stati Uniti, ci sono in Europa meno casi di malattie riproduttive negli animali in cui gli effetti potrebbero essere associati in modo definitivo con l'esposizione ai Distruttori Endocrini. Esistono, tuttavia, all'interno del territorio Europeo, casi in cui effetti avversi a carico dell'apparato endocrino o tossicità all'apparato riproduttivo, in uccelli e mammiferi, coincidono con gli elevati livelli di sostanze introdotte dall'uomo che hanno dimostrato di avere proprietà di distruttori endocrini in diversi test.

D11. Qual'è l'obiettivo dei ricercatori riguardo i composti ad attività endocrina di impatto ambientale?
R11.
Gli obiettivi della ricerca scientifica sono:

  • mettere a punto metodi analitici sempre più sensibili, che riescano a rilevare la presenza dei distruttori endocrini a livello di tracce,
  • elaborare e ottimizzare modelli sperimentali per lo studio degli effetti indotti da queste sostanze
  • identificare e validare biomarcatori di esposizione, risposta e suscettibilità per valutare le possibili correlazioni fra l'esposizione a questi composti e le patologie umane.

D12. Esiste una strategia comune dei Paesi industrializzati su questo problema?
R12.
I rappresentanti dei Paesi industrializzati hanno acconsentito a stabilire le strategie internazionali di valutazione e di prova per i prodotti chimici che sono ritenuti sospetti distruttori endocrini per gli esseri umani e la fauna selvatica.
I Paesi membri dell'OECD (Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo) sono d'accordo nel lavorare insieme per sviluppare approcci comuni alla valutazione dei Distruttori Endocrini.
L'OECD ha formato un gruppo di lavoro, che comprende i rappresentanti dei governi, di organizzazioni non governative quale il WWF, dei sindacati e dell'industria.

D13. Di cosa si occupa precisamente il gruppo di lavoro dell'OECD?
R13.
Il gruppo di lavoro dell'OECD lavora in primo luogo per convalidare gli end-point finali per i distruttori endocrini, in modo che siano sufficientemente collaudati dalla comunità scientifica, prima di aggiungerli alle attuali linee-guida dei test.
Inoltre verrà anche considerata una selezione di test da usare come primo screening a cui sottoporre questi composti chimici.
Le nazioni dell'OECD hanno convenuto che una serie delle attuali linee-guida dovrebbero essere modificate ed aggiornate per includere gli endpoint che si rivelano importanti per la valutazione dei distruttori endocrini.
I rappresentanti delle industrie si sono offerti di convalidare tali endpoint nei test sistemici di tossicità.
L'EPA (l'Agenzia di Protezione Ambientale USA) sta attualmente lavorando con un comitato consultivo per sviluppare una strategia di screening e di analisi per i distruttori endocrini.

D14. Negli studi sui distruttori endocrini, viene spesso citato il caso del DES - Dietilstilbestrolo. Di cosa si tratta?
R14.
È uno dei casi più eclatanti in cui un estrogeno sintetico, appunto il Dietilstilbestrolo, un estrogeno di sintesi prescritto come anti-abortivo a molte donne negli anni '60, ha provocato gravi effetti alla prole.
Negli anni '70 i medici rilevarono un inusuale aumento di casi di carcinomi vaginali nelle adolescenti, e questa patologia fu messa in relazione all'uso materno del DES.
Furono riscontrate altre conseguenze nella prole di queste donne, tra cui difetti congeniti all'utero e alle ovaie, e immunosoppressione.
Dalla vicenda del DES si è realizzato che:

  • la placenta non è una barriera impenetrabile, e che elevate cautele vanno prese riguardo all'esposizione a sostanze ormonalmente attive durante la gravidanza
  • l'esposizione durante la gravidanza può sortire effetti deleteri nella prole, anche a decenni di distanza

D15. Quali indizi ci sono sulla cancerogenicità delle molecole ad azione endocrina?
R15.
Esistono numerosi indizi, a carico delle sostanze ormonalmente attive (ad esempio i PCB), della loro capacità di concorrere nel processo multifasico di cancerogenesi, innanzitutto stimolando la proliferazione e contribuendo così a selezionare le mutazioni che si accumulano durante la riproduzione cellulare.
Gli studi sull'uomo sono basati sull'esposizione professionale e, finora, non esiste una adeguata evidenza di cancerogenicità anche se, cautelativamente, la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione) classifica, nelle sue monografie, i PCB come "probabili cancerogeni per l'uomo".



D16. Cosa sono i PCB?
R16.
I PCB (Policlorurati Bifenilici) sono composti chimici sintetici organoclorurati, non infiammabili, molto stabili e persistenti, a bassa conduttività al calore e ad alta costante dielettrica (potere isolante). Questa caratteristica ha fatto sì che in passato (sono vietati dagli anni '80) venissero largamente utilizzati come isolanti negli apparecchi elettrici, in particolare nei trasformatori.
Queste stesse proprietà rendono i PCB pericolosi per l'ambiente, particolarmente a causa dell'estrema resistenza alla biodegradazione chimica, e alla loro capacità di essere assorbiti e di accumularsi nei grassi dell'uomo e degli animali.
I PCB sono infatti solubili nei solventi organici, e praticamente insolubili in acqua, infatti affondano nel sedimento dei corsi d'acqua e delle falde acquifere e si accumulano nella frazione organica ambientale.

D17. Da dove arrivano i PCB?
R17.
La produzione commerciale dei PCB è cominciata negli Stati Uniti nel 1929, in risposta all'esigenza dell'industria di un liquido di raffreddamento ed isolante più efficiente e sicuro per i trasformatori elettrici ed i condensatori industriali. I PCB hanno trovato impiego anche come liquidi idraulici, plastificanti, in resine, gomme, impregnanti e vernici, in cere ed in asfalti, come ritardanti di fiamma negli oli lubrificanti.
Un brusco risveglio dell'attenzione sulla pericolosità dei PCB si ebbe negli anni '60, dopo la scoperta dell'accumulo di PCB in diversi mammiferi e soprattutto, dopo l'avvelenamento di 1200 persone in Cina, a seguito dell'ingestione di olio di riso contaminato da PCB.
Dal 1972 si è realizzato che i PCB rappresentano un rischio potenziale serio sia per l'ambiente che per la salute umana.
Dal 1977 la produzione di PCB è cessata, anche se i vecchi trasformatori e condensatori elettrici in uso ne contengono ancora elevate quantità.
La produzione mondiale totale dei PCB è stata stimata in 1,2 milioni di tonnellate. Di questa quantità, il 31% si trova ora nell'ambiente, il 4% è stato già distrutto e il 65% è ancora in uso o immagazzinato e dovrà essere smaltito
.


D18. Ma come hanno fatto i PCB a entrare nell'ambiente?

R18.
Dato che la loro pericolosità è stata compresa solo in tempi recenti, dei PCB ci si è sbarazzati regolarmente negli anni, senza alcuna precauzione. Il risultato è che grandi quantità di PCB sono state introdotte nell'ambiente mediante combustione o parziale incenerimento, tramite evaporazione di vernici e plastiche, scolo diretto in fogne e corsi d'acqua, eliminazione in discarica in forma non controllata, senza una distruzione completa del materiale, le fuoriuscite e le successive diffusioni.
Malgrado i regolamenti, grandi quantità di PCB sono state eliminate illegalmente per ignoranza, negligenza o colpa.