|
D01.
Cosa si intende per "sistema endocrino"?
R01.
Il sistema endocrino controlla la maturazione,
lo sviluppo, la crescita e la regolazione dell'organismo.
È composto da ghiandole (come la
pituitaria, il pancreas, le surrenali, i testicoli)
e di ormoni, che sono i messaggeri chimici
naturali. Le ghiandole endocrine secernono precise
quantità di questi messaggeri chimici nel torrente
circolatorio. Gli ormoni raggiungono differenti
distretti dell'organismo e si legano a specifici
recettori allo scopo di controllare e regolare
molte funzioni vitali. Ad esempio, l'ormone estrogeno
è secreto principalmente dalle ovaie: controlla
il ciclo mestruale, la fertilità ed il
mantenimento di una gravidanza salubre, oltre
che ad essere indispensabile per uno sviluppo
fetale normale, sia dei maschi che delle femmine.

D02. Cosa sono le "molecole ad attività
endocrina di impatto ambientale"?
R02.
Vengono evidenziate prove sempre più numerose
che alcuni composti chimici nel nostro ambiente
possono interferire con il complesso sistema di
regolazione dei messaggeri ormonali. Questi composti
possono alterare il delicato equilibrio del sistema
endocrino in diversi modi: possono mimare o bloccare
le molecole normalmente presenti nell'organismo,
alterare i livelli ormonali, influenzando le funzioni
controllate da tali ormoni. Influenze indirette
possono coinvolgere l'alterazione della capacità
dell'organismo di produrre ormoni, di veicolarli
nell'organismo o del numero dei recettori.
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| Tabella 1. Meccanismo di azione dei distruttori endocrini.
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I distruttori endocrini hanno molti modi per
confondere il sistema di segnalazione dell'organismo
quando vanno ad occupare un recettore ormonale.
Vediamo i distruttori endocrini e gli ormoni
naturali a confronto: |
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L'ormone
normale attiva il recettore a livello appropriato
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Il composto capace di bloccare l'ormone interferisce con la
rete di segnali degli ormoni prodotti dall'organismo. |
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In certi casi, i distruttori endocrini danno un segnale più
forte rispetto all'ormone normalmente prodotto
dall'organismo (e nel momento sbagliato) |
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oppure, in altri casi, i distruttori endocrini danno
un segnale più debole del normale,
e al momento sbagliato
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Inizialmente l'attenzione dei ricercatori fu puntata
sui composti in grado di distruggere gli
ormoni estrogeni,
ma attualmente si indaga anche sulle sostanze
in grado di interferire con gli ormoni
androgeni (maschili). Ricordando
che anche nell'organismo maschile sono
presenti ormoni femminili, e viceversa,
possiamo capire immediatamente che il
problema è molto più complesso
di quanto si riteneva inizialmente.
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D03. Quali sono le molecole di sintesi sospettate di
avere un'azione distruttiva del sistema endocrino?
R03.
Composti chimici sospetti sono stati identificati tra
gli insetticidi, i diserbanti, i fumiganti e i fungicidi
utilizzati sia in agricoltura che nell'ambiente domestico.
Altre sostanze ad attività endocrina sono state evidenziate
in composti chimici di uso industriale, come i detergenti,
le resine, alcuni monomeri plastici. L'esposizione può
essere per contatto sia professionale che nell'ambiente
domestico, o anche mediante l'ingestione di acqua, cibo
o aria contaminate. Molti studi hanno evidenziato come
la fusione di certe plastiche, come il PVC, rilasci
nell'ambiente molti sottoprodotti indesiderati, ritenuti
distruttori endocrini.
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Tabella 2. Fonti,
categorie ed esempi di sostanze individuate
come potenziali distruttori endocrini di
impatto ambientale.
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Fonti
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Categorie
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Sostanze |
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Incenerimento,
materiale di riporto
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Composti Policlorurati
(da produzioni industriali o sotto-prodotti
di sostanze perlopiù vietate) |
diossine
policlorurate, bifenili policlorurati (PCB) |
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Scolo agricolo
trasporto atmosferico
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Pesticidi
organoclorurati (trovati in insetticidi,
attualmente eliminati) |
DDT,
dieldrin, lindano |
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Scolo agricolo
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Pesticidi
attualmente in uso |
Atrazina,
trifluralin, permetrine |
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Ambienti portuali
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Organostannosi (fungicidi e disincrostanti usati per
verniciare gli scafi delle navi) |
Tributyltin |
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Scoli industriali e civili
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Alchilfenoli (Surfactanti – detergenti usati per la rimozione
di oli e grassi) |
Nonilfenoli |
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Scoli industriali
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Ftalati e bisfenoli (individuati nei plastificanti) |
Dibutil
ftalati, butilbenzil ftalati, bisfenolo
A |
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Scoli civili e agricoli
|
Ormoni naturali (prodotti naturalmente dagli animali);
steroidi sintetici (uso fraudolento e vietato
in allevamenti) |
17-β-
estradiolo, estrone, testosterone; etinil
estradiolo |
| |
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scoli di industrie cartiere e di trasformazione di prodotti
agricoli
|
Fitoestrogeni (presenti naturalmente nei vegetali) |
Isoflavoni, lignani, cumestani |
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|
D04. Ma queste quantità non sono trascurabili?
R04.
La maggior parte delle molecole ad attività endocrina
di impatto ambientale sono liposolubili, e ciò
rende impossibile una loro rapida eliminazione dall'organismo,
che li accumula nei grassi. Il bioaccumulo si attua
lungo la catena alimentare (un organismo superiore ingerisce
e accumula la somma dei composti chimici presenti in
grandi quantità di organismi inferiori, che utilizza
come cibo). Ciò spiega come livelli molto bassi
di un composto chimico nell'aria, nell'acqua o nel suolo
possano avere come conseguenza livelli maggiori nelle
piante, più elevati negli erbivori, e ancora
più elevati nei carnivori. Il passaggio di queste
sostanze dall'acqua ai suoi abitanti (pesci, crostacei
e molluschi) determina il loro ingresso nella catena
alimentare e quindi il potenziale pericolo per l'uomo.
D05. Che tipo di riscontri ha trovato questa teoria
del bioaccumulo?
R05.
Un esempio: nel 1992 si notò un declino nella
fertilità degli alligatori del lago Apopka in
Florida, e il problema fu messo in stretta correlazione
con un massiccio inquinamento di pesticidi organoclorurati
accaduto parecchi anni prima. Benché nelle acque
questi inquinanti risultassero assenti, gli alligatori
e le loro uova presentavano livelli sensibili di pesticidi
ad attività endocrina. Anche nella regione dei
Grandi Laghi, negli USA, i pesci risultavano pesantemente
contaminati da policlorobifenili (PCB) e da altri organoclorurati
e presentavano deficit della funzione riproduttiva.
I predatori di pesce, come le aquile, le rondini di
mare, i gabbiani, le lontre e i visoni presentavano
i medesimi effetti sulla salute riproduttiva. Questi
effetti sono in accordo con diversi studi di laboratorio
che evidenziano come i PCB possano interferire con la
funzione tiroidea e con gli ormoni sessuali.

D06. Per le molecole ad attività endocrina di
impatto ambientale non esistono delle concentrazioni
pericolose e sanzionate dagli organi di controllo?
R06. Molte
sostanze chimiche possono esercitare effetti tossici
ad elevati livelli di esposizione, e ovviamente gli
organi di regolamentazione e controllo stabiliscono
limiti di esposizione intesi a cautelare i soggetti
esposti agli effetti dannosi dell'esposizione chimica,
e poche persone sono realmente esposte alle sostanze
chimiche al di sopra di tali livelli. Tuttavia, i ricercatori
hanno ipotizzato che alcuni composti chimici, sia naturali
che sintetici, possano danneggiare o distruggere il
sistema endocrino umano o animale a livelli di esposizione
molto più bassi di quelli ritenuti in precedenza
tossici o pericolosi dalle attuali legislazioni. Molti
ricercatori sono convinti della necessità di
salvaguardie più stringenti su queste sostanze
ormonalmente attive, in grado di causare danni anche
a livelli di esposizione molto bassi.
D07. Quali sono le preoccupazioni maggiori per la salute
umana?
R07.
Soprattutto sulla salute riproduttiva, e ancor di più
si ipotizzano danni al normale sviluppo del feto. Esistono
prove scientifiche che alcune sostanze chimiche, attive
a livello ormonale, sono in grado di aggirare le normali
difese dell'organismo che si sta sviluppando, danneggiando
in particolare la maturazione del cervello e del sistema
nervoso. La persistenza ambientale di alcuni di questi
composti, poi, concede ad essi più tempo per
provocare danni.
|
Tabella 3. Potenza di alcune molecole paragonate all'ormone
estradiolo
|
|
Molecola
|
Descrizione |
Potenza |
|
estradiolo
|
il
principale e più potente estrogeno
naturale |
100 |
|
Dietilstilbestrolo
(DES)
|
ormone
sintetico usato in passato |
16-74 |
|
etinil estradiolo
|
estrogeno
sintetico contraccettivo |
89-112 |
|
bisfenolo A
|
composto
industriale |
0,002-0,005 |
|
4-nonilfenolo
|
composto
industriale |
0,002-0,003 |
|
p,p'-DDT
|
insetticida |
0-0,0004 |
|
2',3',4',5' tetracloro
4-idrossibifenile (PCB)
|
derivato
chimico industriale |
0,001 |
|
genisteina
|
fitoestrogeno
(in soia, legumi e cereali) |
0,01-0,05 |
|

|
D08. Al di là dell'esposizione professionale,
qual'é la maggior via di esposizione ai distruttori
endocrini?
R08.
La principale via di esposizione per i DE (Distruttori
Endocrini) é quella tramite ingestione di cibo
ed in modo minore, tramite l'acqua. Questo é
vero per animali terrestri, uccelli e mammiferi, incluso
l'uomo.
D09. Sono già riscontrabili effetti dannosi sulla salute
dell'uomo da parte dei distruttori endocrini?
R09.
La preoccupazione per l'incremento nei tassi di cancro
endometriale nella donna e del testicolo nell'uomo
e l'apparente decremento registrato in alcuni paesi
riguardo ai conteggi di spermatozoi nell'uomo é
reale, anche se non c'é ancora la sufficiente
evidenza scientifica per affermare che esiste una
relazione causale tra gli effetti sulla salute dell'uomo
e l'esposizione a queste sostanze chimiche.
D10. Ma esistono correlazioni tra esposizione ai distruttori
endocrini e effetti sulla salute?
R10.
In confronto agli Stati Uniti, ci sono in Europa meno
casi di malattie riproduttive negli animali in cui
gli effetti potrebbero essere associati in modo definitivo
con l'esposizione ai Distruttori Endocrini. Esistono,
tuttavia, all'interno del territorio Europeo, casi
in cui effetti avversi a carico dell'apparato endocrino
o tossicità all'apparato riproduttivo, in uccelli
e mammiferi, coincidono con gli elevati livelli di
sostanze introdotte dall'uomo che hanno dimostrato
di avere proprietà di distruttori endocrini in diversi
test.

D11. Qual'è l'obiettivo dei ricercatori riguardo i composti
ad attività endocrina di impatto ambientale?
R11.
Gli obiettivi della ricerca scientifica sono:
- mettere a punto metodi analitici
sempre più sensibili, che riescano a rilevare
la presenza dei distruttori endocrini a livello
di tracce,
- elaborare e ottimizzare
modelli sperimentali per lo studio degli effetti
indotti da queste sostanze
- identificare e validare
biomarcatori di esposizione, risposta e suscettibilità
per valutare le possibili correlazioni fra l'esposizione
a questi composti e le patologie umane.
D12. Esiste una strategia comune dei Paesi industrializzati
su questo problema?
R12.
I rappresentanti dei Paesi industrializzati hanno
acconsentito a stabilire le strategie internazionali
di valutazione e di prova per i prodotti chimici che
sono ritenuti sospetti distruttori endocrini per gli
esseri umani e la fauna selvatica.
I Paesi membri dell'OECD (Organizzazione per la Cooperazione
Economica e lo Sviluppo) sono d'accordo nel lavorare
insieme per sviluppare approcci comuni alla valutazione
dei Distruttori Endocrini.
L'OECD ha formato un gruppo di lavoro, che comprende
i rappresentanti dei governi, di organizzazioni non
governative quale il WWF, dei sindacati e dell'industria.

D13. Di cosa si occupa precisamente il gruppo di lavoro dell'OECD?
R13.
Il gruppo di lavoro dell'OECD lavora in primo luogo
per convalidare gli end-point finali per i distruttori
endocrini, in modo che siano sufficientemente collaudati
dalla comunità scientifica, prima di aggiungerli
alle attuali linee-guida dei test.
Inoltre verrà anche considerata una selezione
di test da usare come primo screening a cui sottoporre
questi composti chimici.
Le nazioni dell'OECD hanno convenuto che una serie
delle attuali linee-guida dovrebbero essere modificate
ed aggiornate per includere gli endpoint che si rivelano
importanti per la valutazione dei distruttori endocrini.
I rappresentanti delle industrie si sono offerti di
convalidare tali endpoint nei test sistemici di tossicità.
L'EPA (l'Agenzia di Protezione Ambientale USA) sta
attualmente lavorando con un comitato consultivo per
sviluppare una strategia di screening e di analisi
per i distruttori endocrini.
D14. Negli studi sui distruttori endocrini, viene spesso citato
il caso del DES - Dietilstilbestrolo. Di cosa si tratta?
R14.
È uno dei casi più eclatanti in cui
un estrogeno sintetico, appunto il Dietilstilbestrolo,
un estrogeno di sintesi prescritto come anti-abortivo
a molte donne negli anni '60, ha provocato gravi effetti
alla prole.
Negli anni '70 i medici rilevarono un inusuale aumento
di casi di carcinomi vaginali nelle adolescenti, e
questa patologia fu messa in relazione all'uso materno
del DES.
Furono riscontrate altre conseguenze nella prole di
queste donne, tra cui difetti congeniti all'utero
e alle ovaie, e immunosoppressione.
Dalla vicenda del DES si è realizzato che:
- la placenta non è
una barriera impenetrabile, e che elevate cautele
vanno prese riguardo all'esposizione a sostanze
ormonalmente attive durante la gravidanza
- l'esposizione durante la
gravidanza può sortire effetti deleteri nella
prole, anche a decenni di distanza
D15. Quali indizi ci sono sulla cancerogenicità delle
molecole ad azione endocrina?
R15.
Esistono numerosi indizi, a carico delle sostanze
ormonalmente attive (ad esempio i PCB), della loro
capacità di concorrere nel processo multifasico
di cancerogenesi, innanzitutto stimolando la proliferazione
e contribuendo così a selezionare le mutazioni
che si accumulano durante la riproduzione cellulare.
Gli studi sull'uomo sono basati sull'esposizione professionale
e, finora, non esiste una adeguata evidenza di cancerogenicità
anche se, cautelativamente, la IARC (Agenzia Internazionale
per la Ricerca sul Cancro di Lione) classifica, nelle
sue monografie, i PCB come "probabili cancerogeni
per l'uomo".

D16.
Cosa sono i PCB?
R16.
I PCB (Policlorurati Bifenilici) sono composti chimici
sintetici organoclorurati, non infiammabili, molto
stabili e persistenti, a bassa conduttività
al calore e ad alta costante dielettrica (potere isolante).
Questa caratteristica ha fatto sì che in passato
(sono vietati dagli anni '80) venissero largamente
utilizzati come isolanti negli apparecchi elettrici,
in particolare nei trasformatori.
Queste stesse proprietà rendono i PCB pericolosi
per l'ambiente, particolarmente a causa dell'estrema
resistenza alla biodegradazione chimica, e alla loro
capacità di essere assorbiti e di accumularsi
nei grassi dell'uomo e degli animali.
I PCB sono infatti solubili nei solventi organici,
e praticamente insolubili in acqua, infatti affondano
nel sedimento dei corsi d'acqua e delle falde acquifere
e si accumulano nella frazione organica ambientale.

D17. Da dove arrivano i PCB?
R17.
La produzione commerciale dei PCB è cominciata negli
Stati Uniti nel 1929, in risposta all'esigenza dell'industria
di un liquido di raffreddamento ed isolante più
efficiente e sicuro per i trasformatori elettrici
ed i condensatori industriali. I PCB hanno trovato
impiego anche come liquidi idraulici, plastificanti,
in resine, gomme, impregnanti e vernici, in cere ed
in asfalti, come ritardanti di fiamma negli oli lubrificanti.
Un brusco risveglio dell'attenzione sulla pericolosità
dei PCB si ebbe negli anni '60, dopo la scoperta dell'accumulo
di PCB in diversi mammiferi e soprattutto, dopo l'avvelenamento
di 1200 persone in Cina, a seguito dell'ingestione
di olio di riso contaminato da PCB.
Dal 1972 si è realizzato che i PCB rappresentano
un rischio potenziale serio sia per l'ambiente che
per la salute umana.
Dal 1977 la produzione di PCB è cessata, anche
se i vecchi trasformatori e condensatori elettrici
in uso ne contengono ancora elevate quantità.
La produzione mondiale totale dei PCB è stata
stimata in 1,2 milioni di tonnellate. Di questa quantità,
il 31% si trova ora nell'ambiente, il 4% è
stato già distrutto e il 65% è ancora
in uso o immagazzinato e dovrà essere smaltito.

|
D18. Ma come hanno fatto i PCB a entrare nell'ambiente?
R18.
Dato che la loro pericolosità è
stata compresa solo in tempi recenti, dei
PCB ci si è sbarazzati regolarmente
negli anni, senza alcuna precauzione. Il risultato
è che grandi quantità di PCB
sono state introdotte nell'ambiente mediante
combustione o parziale incenerimento, tramite
evaporazione di vernici e plastiche, scolo
diretto in fogne e corsi d'acqua, eliminazione
in discarica in forma non controllata, senza
una distruzione completa del materiale, le
fuoriuscite e le successive diffusioni.
Malgrado i regolamenti, grandi quantità
di PCB sono state eliminate illegalmente per
ignoranza, negligenza o colpa.
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